È una giungla.
La città è una giungla.
E tutti i suoi rumori sono la sua voce, la voce di un bardo che racconta una storia, mille storie, un milione: una per ogni persona che la popola, che la vive.
Le loro stesse voci lungo i marciapiedi le raccontano ad altri e prendono vita scatenando immagini di ricordi o di qualcosa che per la prima volta si sente raccontare.
Sono come un’unica voce che caoticamente prende forma, e devi stare attento e scegliere con precisione quale ascoltare; ai ricordi o ai desideri di chi dare vita.
Fostercare di Burial riempiva la stanza, non lasciando spazio alle voci che come un confuso bisbiglio entravano dalle finestre spalancate.
Sembravano danzare le luci e le ombre che provenivano dalla vita della città.
Lei giaceva sul pavimento mezza nuda.
La brezza fresca delle prime sere d’autunno la cullava accarezzandole la pelle.
Come se fossero mani: la toccavano.
Se fossero state mani…
Un brivido: un desiderio.
Si accese.
